Luogo: Napoli (NA)
Anno: 2026
Categoria: architettura
Tipo: residenziale
Cliente: privato
Stato: in corso
Area: 110 mq
Il progetto interviene su un impianto domestico esistente attraverso una strategia di sottrazione e ridefinizione plastica dello spazio, dove la continuità delle superfici e la curvatura diventano strumenti compositivi e distributivi allo stesso tempo.
Il primo gesto è la demolizione del tramezzo convesso che separava ingresso e cucina. La sua rimozione consente di aprire completamente la zona operativa verso lo spazio di accesso, trasformando la cucina in un dispositivo continuo e permeabile. L’arredo si innesta lungo il perimetro con un disegno fluido e senza soluzione di continuità, accompagnato da un controsoffitto che ne riprende l’andamento e integra la luce, enfatizzando la profondità della parete attrezzata.
Nel soggiorno, il progetto introduce un secondo tema fondamentale: l’abbassamento del controsoffitto all’ingresso della zona notte. Questo intervento non è solo tecnico, ma costruisce una soglia spaziale capace di proteggere e “schermare” il sistema delle porte delle camere da letto, conferendo maggiore intimità alla zona notte. Il ribassamento lavora quindi come un elemento di mediazione tra ambiti differenti, calibrando le altezze e definendo una gerarchia interna.
All’interno di questo volume, il soggiorno viene organizzato in due ambiti distinti ma continui: una zona pranzo più aperta e direttamente connessa alla cucina, e una zona divano più raccolta. La separazione non avviene per partizioni nette, ma attraverso variazioni di quota, curvature e dispositivi integrati che suggeriscono usi e modalità di permanenza differenti.
Elemento centrale del progetto è il divano che emerge dalla parete, generato da un arco rovescio che scava e allo stesso tempo costruisce lo spazio. Questo gesto plastico dà origine a un dispositivo ibrido: seduta, contenitore e diaframma. Il volume curvo, oltre a definire fisicamente l’area living, introduce una soglia di maggiore comfort, schermando il divano rispetto al resto della casa senza mai interrompere la continuità visiva. Ne deriva uno spazio domestico fluido ma calibrato, in cui ogni elemento contribuisce a costruire una sequenza di ambienti progressivamente più raccolti.